Archivio - NEWS 2008/2009

Frey al Corriere dello Sport

Stadio Franchi Intervista

29.05.2009
Guarda l'intervista di Alessandro Rialti a Sebastien Frey 

Davanti all'ingresso di casa (meglio dire maison, considerato che si tratta di un palazzo settecentesco nel cuore di Firenze) c'è una sorta di collezione di camion, escavatrici, gru di plastica. Il proprietario, Daniel Frey, è momentaneamente assente, insomma è a scuola. Il papà, Sebastien, sta scendendo per l'appuntamento che abbiamo fissato. Le 9 sono passate da tempo, i primi ad accoglierci sono però Tigro, Enzo e Lilly, i tre cani di casa Frey. Tigro, un labrador di tre anni grande stazza e amplomb, ci degna al massimo di un paio di sguardi. Lilly, una deliziona Cavalier King saltellante, è fondamentalmente vittima di Enzo. Pure lui, come Tigro, è un labrador ma piccolo, cucciolissimo biondo. Ed è lui, Enzo (sì, si chiama come il preparatore dei portieri viola, Vincenzo Di Palma) che ci elegge a suo particolarissimi compagni di giochi. E ci sbaciucchia con insistenza coinvolgente fino all'arrivo di Sebastien. E' l'intervista più divertente e movimentata degli ultimi anni. Ci aiuta soltanto l'arrivo dell'elegante signora Frey che ha curato l'arredamento (splendido) della Maison ed è anche l'unico possibile deterrente alle effusioni dello scatenato Enzo. Davanti alla signora Roberta pure lui, il festoso labrador, si accuccia, abbassa le orecchie e lascia in movimento esclusivamente la coda. Solo così può iniziare l'intervista. E Sebastien ci racconta della storia di un allenatore-pilota, Pranelli che aveva un sogno importante per sé e per Firenze. Dell'arrivo di giocatori-pistoni (Mutu, Gilardino e lui, ma non solo loro ovviamente) che insieme hanno costruito, grazie al direttore-ingegnere Corvino, il motore di una Ferrari. Una Ferrari viola. E adesso tutti sono sicuri che i Della Valle, padroni e ispiratori della Ferrari e del sogno comune, faranno al prossimo mercato l'ultimo sforzo per salire un ulteriore gradino. Sebastien ci spiega che quando uno ha una Ferrari non può tirare solo fino alla seconda. Perchè se no sarebbe meglio avere una 500. E che adesso è giusto spingere sull'acceleratore perchè in fondo solo l'Inter è irraggiungibile. Non Milan e Juventus. Formidabili, collaudatissimi, ma con qualche pesso un pò usurato. La Ferrari viola invece è nuova di zecca e il suo motore può girare sempre più forte. Intanto è giusto festeggiare il quarto posto, la Champions, la consapevolezza di essere un team vero, da autentico Gran Premio. Il resto verrà. Una cosa inoltre è certa: lui, Sebastien, resta a Firenze. Oggi, domani e dopodomani. Perché è qui che ha voluto la propria maison, è qui che vuol vivere Roberta e qui vogliono stare Daniel e i suoi camion con Elsa e le sue piccole amiche. Per non dimenticare i pesci dell'acquario, Tigro, Lilly e il formidabile conquistatore che si chiama Enzo.

Siete al quarto posto, non vi basta più?''La penso diversamente. Dobbiamo festeggiarlo e non mettere troppa pressione su Fiorentina-Milan. Non vorrei che in mancanza di un risultato sperato ci fossero degli scontenti. L'importante è festegiare comunque, anche se in campo, ovviamente, proveremo a vincere perchè non ricapita tutti i giorni di giocare per il terzo posto''.
Certo che oggi a stare peggio è il Milan. L'estate scorsa, quando disse di no ai rossoneri, immaginava di trovarsi adesso in questa situazione?''Il Milan è una grande squadra, però guardando la stagione e come è andata sono super felice di aver fatto quella scelta ed è una scelta che intendo portare ancora avanti''.E' un super Frey che ha fatto una grande Fiorentina.''E' vero, per me è stato un anno bellissimo e mi sono tolto soddisfazioni enormi, non so se sono diventato il numero uno, ma sicuramente sono nella ristretta cerchia dei migliori''.Cresciuto lei, cresciuta tutta la Fiorentina.''Ogni anno ci siamo posti obiettivi importanti. Nel primo tutti noi nuovi dovevamo dimostrare di essere da Fiorentina; nel secondo dovevamo recuperare una penalizzazione impossibile e abbiamo dimostrato anche nella difficoltà di essere un grande gruppo. Nel terzo, nonostante partenze eccellenti, siamo arrivati a un soffio dalla finale di Uefa e quarti in campionato; quest'anno pur avendo avuto i primi veri momenti di difficoltà e i primi accenni di contestazione, siamo riusciti a ripeterci e in più c'è stata l'esperienza della Champions''.Restiamo su Frey: grandi parate, si parla di 30 punti conquistati con i suoi interventi, comunque di un peso crescente nella squadra.''Alla fine del campionato rivedrò mentalmente tutte le gare che ho disputato e proverò a capire dove sono stato davvero decisivo. E per decisivo intendo una parata che conta, non sul 4-0 ma con il risultato tutto da conquistare. In effetti, ho raggiunto un equilibrio che definirei quasi perfetto. E quest'anno, senza peccare di falsa modestia, non mi sento secondo a nessuno''.Certo che la sua sfida, diventare il numero uno, è davvero lanciata. Con Buffon in difficoltà ora pare un match fra lei e Julio Cesar.''Gigi è sempre un grandissimo nonostante qualche guaio fisico. Io per poter competere definitivamente con loro non posso contare purtroppo sulla Nazionale. E il mio rimpianto vero è che un giorno mi guarderà indietro e vedrò che non ho giocato con la maglia della Francia non perchè non ho dato il massimo, ma perchè una persona l'ha voluto''.C'è qualcosa che pensa ancora di poter fare?''No, mi dispiace, ma non posso fare nulla per cambiare le cose''.Che cos'era la storia degli orticelli denunciata da Prandelli prima di Lazio-Fiorentina?''Tutti si allenano bene, tutti vorrebbero giocare e quando non giochi ci rimani male, ma è il bello del calcio. Il ruolo dell'allenatore è difficile però Prandelli è stato chiaro nel suo messaggio: la squadra si doveva responsabilizzare, doveva capire quello che era giusto fare''.Lei parla come un... vecchio saggio, eppure fino a pochi anni fa era considerato un personaggio pittoresco, una sorta di campione trasgressivo.''L'etichette si appiccicano troppo in fretta. Vi dico solo che io a Milano, nonostante fossi giovanissimo, non facevo certo cose clamorose e a Parma non possono dire di avermi mai visto in discoteca. La verità è che io sto benissimo a casa, sono un professionista serio e ci rimango male se mi giudicano per le scarpette gialle o i capelli blu''. Voi siete diventati una Ferrari, e le altre grandi?''Lasciamo da parte l'Inter che ha una struttura che le permetterà di essere davanti a tutti ancora per molti anni. Il Milan ha sì giocatori di valore ma ha anche l'esigenza di sostituirne tanti per sopraggiunti limiti di età. Idem la stessa Juventus, anche se sta facendo una campagna acquisti di spessore. Mentre la Roma è un punto interrogativo. La Fiorentina da questo punto di vista è una certezza: base solidissima ed età media perfetta per durare nel futuro''.Crede che i Della Valle, a prescindere dalla gara di domenica, vi daranno una mano al momento di andare sul mercato?''Sono sicuro di sì. Lo hanno fatto e lo faranno ancora''.Parliamo appunto della... Ferrari. Mutu ha detto che vuol restare, lei lo sta ripetendo da tempo.''Gilardino idem...''.Insomma, i giocatori più importanti non mollano: ma lei su chi scommette per il prossimo anno?''Io scommetto su Vargas. Ha un fisico bestiale ma a volte ha la sensibilità di un bambino. Ha accusato la piazza importante, le aspettative concentrate su di sé. Io ho cercato di stargli vicino, così come hanno fatto i nostri compagni sudamericani, perché ne aveva bisogno. Ora è lanciato. Vedrete, vedrete...''.A proposito, pare che si stia sbloccando la vicenda Jorgensen: felice se il danese dovesse restare con voi?''Come se? Martin deve rimanere, vado io a dirlo a Corvino, Non importa che giochi quaranta partite, Jorgensen in questi anni è stato un punto di riferimento. Detta le regole dello spogliatoio, ha esperienza, viene ascoltato da tutti. Io, per esempio, ho chiesto il suo aiuto anche domenica a Lecce, anche se era in panchina''

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