Gilardino: "Resto qui"

Gilardino: "Resto qui"

29/07/2010 08:45

L' intervista di Alberto Gilardino a La Nazione:

SE UNO GUARDA negli occhi Gilardino
e magari ci parla da solo,
nel nostro caso con il taccuino
chiuso e poi con la penna vistosamente
sguainata, le versioni coincidono.
Se c’è una verità nascosta,
è nascosta bene. Il centravanti viola
incontra «La Nazione» nel ritiro
di Cortina e accetta il confronto
diretto su tutti gli argomenti che
lo riguardano a partire dalle voci
di mercato. Va o resta? L’intreccio
di titoli sui giornali e la sensazione
che il mercato in uscita non sia
chiuso — anche se la società dice
esattamente il contrario—fa volare
una polverina di sospetti. E’ l’occasione
giusta per allontanarli. Gilardino
ha la voce bassa e il tono
serio, è concentrato su tutte le parole,
valuta le conseguenze come
quando in campo s’infila nel fitto
dei marcatori, gente dura. Mihajlovic
più precisamente sembra di
marmo. Gila parte da qui: «L’avevo
già tranquillizzato per telefono,
gli ho ripetuto le stesse cose a voce,
quando ci siamo incontrati».
Sarebbe interessante saperle.
«Gli ho detto subito che volevo restare.
Non credo che ci sia altro da
aggiungere,ma lo dico con chiarezza:
per quanto mi riguarda non ho
dubbi, giocherò a Firenze, dove
ho altri tre anni di contratto. Con
questa squadra possiamo arrivare
fra le prime quattro».
Manca un mese alla fine del
mercato: possiamo dare l’annuncio
che Gila resterà viola?
«Sicuramente sì. Se dipende da
me, non mi muovo».
Siamo a posto: la società ha
chiarito che non è un supermarket.
Farà eventualmente
partire solo chinonhale motivazioni
necessarie per ricominciare
con Mihajlovic.
«Allora dico che ho motivazioni altissime.
Mi hanno fatto piacere le
parole di Mihajlovic, le ho sentite
al telefono e poi le ho rilette quando
ero in vacanza. Mi ha sempre
considerato al centro del progetto,
è convinto che il suo modulo di
gioco esalti le mie capacità. Sono
cose che fanno piacere, anche se io
avevo già deciso per conto mio. A
Firenze sto bene, non vedo perché
dovrei cambiare».
Magari perché si fanno avanti
la Juve, l’Inter o il Marsiglia.
«Tutte chiacchiere. L’unico che si
è esposto è stato Deschamps, che
allena il Marsiglia,ma ci siamo fermati
a un apprezzamento. Nessuna
notizia di Juve, Inter o altri
club».
Afine aprile lei chiese chiarezza
alla società, anche a nome
di altri compagni. La reazione
di Andrea Della Valle fu
durissima. Come sono i rapporti
ora?
«Tutto risolto, abbiamo avuto modo
di confrontarci e superare quel
problema. Il presidente mi ha chiamato
più volte durante i mondiali
e ci siamo sentiti anche mentre
ero in vacanza».
Perché non ha parlato
di Fiorentina
durante il Mondiale?
«Con Lippi ci eravamo
dati questa regola,
la tensione era troppo
alta e l’obiettivo principale era
quello di restare concentrati. Ma
leggere quelle notizie su internet
mi dispiaceva».
A proposito di Mondiale: cosa
le ha lasciato?
«La consapevolezza che non sempre
si può vincere. E’ dopo le sconfitte
più dure che si deve ripartire.
Ho un obiettivo preciso da raggiungere
con la maglia della Fiorentina
».
Quale?
«Ho segnato 44 reti, voglio arrivare
il prima possibile a 50».
E’ la Fiorentina più forte di
sempre?
«E’ una squadra completa in tutti i
ruoli e deve farsi perdonare la parte
finale della scorsa stagione. Non
abbiamo ancora capito che cosa è
successo… Eravamo bolliti fisicamente
e con il morale a terra dopo
l’eliminazione in Champions».
Il finale di stagione ha condizionato
anche i tifosi: pochissimi
abbonamenti per ora.
«Saranno importanti le prime partite
per far capire quanto valiamo
e soprattutto qual è la nostra voglia
di rivincita. Tutti abbiamo voglia
di dimostrarlo».
Mutu forse ne ha più degli altri.
«Adrian si sta allenando bene e a
fine ottobre potrà tornare. Non so
quali siano le intenzioni della società
e non entro nel merito, dico
solo che è un grande giocatore».
Un po’ come lei, se la squadra
gira.
«Lo scorso anno ho giocato più di
50 partite e ho faticato come tutta
la squadra. Ero troppo solo? Il problema
non era quello, eravamo tutti
in difficoltà».
Primo obiettivo, 50 gol in viola.
Se ora è a 44, devepensareaseimodi
diversi per esultare.
«Improvviserò come
sempre. Non ci sono
gol più importanti di
altri, la gioia è sempre
la stessa. Ho voglia di
ricominciare, Firenze
può stare tranquilla».

Museo Fiorentina

Museo Fiorentina