Prandelli: Gol di Gila a Liverpool emozione più grande
21/12/2009 13:15
Ecco una parte della lunga intervista di Cesare Prandelli al Corriere Fiorentino, che nell'edizione di oggi dedica ampio spazio alla squadra viola. Si parte con le parole dell' allenatore:
Prandelli siamo ai bilanci, che voto diamo a questo 2009? «Molto alto. Il quarto posto, i preliminari passati, l’alta classifica, le grandissime soddisfazioni che ci stiamo togliendo in Champions. Ma mi inorgoglisce soprattutto l’essere riusciti a ricompattare l’ambiente. Questa estate c’erano state polemiche e malumori, invece la squadra ha dimostrato di poter sopperire a certe mancanze con l’attaccamento e la voglia di sviluppare un buon calcio. È fondamentale per noi sentire l’apprezzamento per ciò che stiamo facendo».
Tutti pensano alla Champions, la mente è già proiettata alla sfida col Bayern. «Sarà una grande partita, ovvio che ci teniamo moltissimo. E l’avversario è il peggiore che potesse capitarci. Ma è inutile parlarne ora, mancano due mesi. C’è tempo. Se impareremo a gestire lo stress fisico e nervoso, poi sono sicuro che saremo pronti a lanciare la volata vincente anche in campionato».
Parla proprio da fiorentino... So che da tempo sta cercando di comprare casa. «E prima o poi la troverò. Grande, per me ed i miei figli. Tre famiglie allargate. Il mio progetto di vita è a Firenze. Mi vedo invecchiare qui. Un giorno passerò dalla panchina dello stadio a quella dei giardinetti dove porterò i nipotini».
È quasi Natale: cosa regalerà ai fratelli Della Valle e cosa si aspetta da loro? «Gli donerò un culatello stagionato, una vera prelibatezza. Da loro vorrei che fossero sempre più presenti accanto a noi». E a Corvino? «Un quadro, ma devo ancora scegliere l’artista ». Da lui invece cosa o «chi» vorrebbe? «Lui lo sa...». Scambio di regali con la squadra? «Francamente nulla. Abbiamo deciso di devolvere a chi ha bisogno. È il momento di dare, noi abbiamo già tanto».
E quello che ha dentro Prandelli ai fiorentini piace tanto. Lei è diventato un uomo immagine per Firenze. «Una grande responsabilità, che vivo con orgoglio. Sono felice di essere apprezzato per quello che sono, perché non so fingere. Sarò sempre riconoscente a questa città per quanto mi ha dato e mi dà».
Qual è stata l’emozione più intensa di questo 2009? «Il gol di Gila a Liverpool. L’ho vissuto con 10 secondi di anticipo tanto da non guardare più l’azione per girarmi verso la curva: volevo godermi la gioia dei tifosi». Un augurio al calcio per il 2010? «Che tutte le persone che vengono allo stadio, lo facciano solo per vivere emozioni. E che i protagonisti siano in grado di regalarne tante».